Job 22–24
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ED Elifaz Temanita rispose e disse:L’uomo può egli fare alcun profitto a Dio? Anzi a sè stesso fa profitto l’uomo intendente.L’Onnipotente riceve egli alcun diletto, se tu sei giusto? O alcun guadagno, se tu cammini in integrità?Ti castiga egli per paura che abbia di te? O viene egli teco a giudicio?
La tua malvagità non è essa grande? E le tue iniquità non son esse senza fine?Conciossiachè tu abbi preso pegno da’ tuoi fratelli senza cagione, Ed abbi spogliati gl’ignudi de’ lor vestimenti.Tu non hai pur dato a bere dell’acqua allo stanco, Ed hai rifiutato il pane all’affamato.Ma la terra è stata per l’uomo possente, E l’uomo di rispetto è abitato in essa.Tu hai rimandate le vedove a vuoto, E le braccia degli orfani son da te state fiaccate.Perciò tu hai de’ lacci d’intorno, Ed uno spavento di subito ti ha conturbato.Tu hai eziandio delle tenebre d’intorno, sì che tu non puoi vedere; Ed una piena d’acque ti ha coperto.Iddio non è egli nell’alto de’ cieli? Riguarda il sommo delle stelle, come sono eccelse.E pur tu hai detto: Che cosa conosce Iddio? Giudicherà egli per mezzo la caligine?Le nuvole gli sono un nascondimento, ed egli non vede nulla, E passeggia per lo giro del cielo.
Hai tu posto mente al cammino Che gli uomini iniqui hanno tenuto d’ogni tempo?I quali sono stati ricisi fuor di tempo, E il cui fondamento è scorso come un fiume;I quali dicevano a Dio: Dipartiti da noi. E che avea loro fatto l’Onnipotente?Egli avea loro ripiene le case di beni; Per ciò, sia lungi da me il consiglio degli empi.I giusti vedranno queste cose, e se ne rallegreranno; E l’innocente si befferà di coloro.Se la nostra sostanza non è stata distrutta, Pure ha il fuoco consumato il lor rimanente.
Deh! fa’ conoscenza con Dio, e rappacificati con lui; Per questo mezzo ti avverrà il bene.Deh! ricevi la legge dalla sua bocca, E riponi le sue parole nel cuor tuo.Se tu ti converti all’Onnipotente, tu sarai ristabilito, Se tu allontani dal tuo tabernacolo l’iniquità;E metterai l’oro in su la polvere, E l’oro di Ofir in su le selci de’ fiumi.E l’Onnipotente sarà il tuo oro, E il tuo argento, e le tue forze.Perciocchè allora tu prenderai diletto nell’Onnipotente, Ed alzerai la tua faccia a Dio.Tu gli supplicherai, ed egli ti esaudirà, E tu gli pagherai i tuoi voti.Quando avrai determinato di fare alcuna cosa, Ella ti riuscirà sicuramente, E la luce risplenderà sopra le tue vie.Quando quelle saranno abbassate, allora dirai: Esaltazione; E Iddio salverà l’uomo con gli occhi chini.Egli lo libererà, quantunque non sia innocente; Anzi sarà liberato per la purità delle tue mani.
E GIOBBE rispose, e disse:Ancor oggi il mio lamento è ribellione; Benchè la mia piaga sia aggravata sopra i miei sospiri.Oh! sapessi io pure ove trovare Iddio! Io andrei infino al suo trono;Io sporrei per ordine la mia ragione nel suo cospetto, Ed empierei la mia bocca di argomenti;Io saprei le parole ch’egli mi risponderebbe, E intenderei ciò ch’egli mi direbbe.Contenderebbe egli meco con grandezza di forza? No; anzi egli avrebbe riguardo a me.Ivi l’uomo diritto verrebbe a ragione con lui, Ed io sarei in perpetuo liberato dal mio giudice.
Ecco, se io vo innanzi, egli non vi è; Se indietro, io non lo scorgo;Se a man sinistra, quando egli opera, io nol veggo; Se a man destra, egli si nasconde, ed io non posso vederlo.Quando egli avrà conosciuta la mia via, E mi avrà esaminato, io uscirò fuori come oro.Il mio piè si è attenuto alle sue pedate; Io ho guardata la sua via, e non me ne son rivolto.Ed anche non ho rimosso d’innanzi a me il comandamento delle sue labbra; Io ho riposte appo me le parole della sua bocca, Più caramente che la mia provvisione ordinaria.
Ma, se egli è in un proponimento, chi ne lo storrà? Se l’anima sua desidera di fare una cosa, egli la farà.Egli certo compierà ciò ch’egli ha statuito di me; E molte tali cose sono appo lui.Perciò io sono smarrito per cagion di lui; Se io ci penso, io ho spavento di lui.Certo Iddio mi ha fatto struggere il cuore, E l’Onnipotente mi ha conturbato.Perchè non sono io stato troncato, per non veder le tenebre? E perchè ha egli nascosta l’oscurità d’innanzi a me?
Perchè non dirassi che i tempi sono occultati dall’Onnipotente, E che quelli che lo conoscono, non veggono i suoi giorni?Gli empi muovono i termini, Rapiscono le gregge, e le pasturano;Menano via l’asino degli orfani; Prendono in pegno il bue della vedova;Fanno torcere i bisognosi dalla via, I poveri della terra si nascondono tutti.Ecco, son simili ad asini salvatici nel deserto: Escono al lor mestiere, si levano la mattina per andare alla preda; La campagna è il lor pane, per li lor fantini.Mietono il campo, E vendemmiano la vigna che non è loro.Fanno passar la notte agl’ignudi senza vestimenti, Sì che non hanno con che coprirsi al freddo.Sono bagnati dalle acque che traboccano da’ monti; E per mancamento di ricetto, abbracciano i sassi.Rapiscono l’orfano dalla poppa, E prendono pegno dal povero.Fanno andar gl’ignudi senza vestimenti; E quelli che portano loro le manelle delle biade soffrono fame.Quelli che spremono loro l’olio intra i lor muri, E quelli che calcano ne’ torcoli soffrono sete.Gli uomini gemono dalla città E l’anima de’ feriti a morte sclama; E pure Iddio non appone loro alcun fallo.
Essi son di quelli che son ribelli alla luce, Non conoscono le sue vie, E non si fermano ne’ suoi sentieri.Il micidiale si leva allo schiarir del dì Uccide il povero, e il bisognoso; E poi la notte opera da ladro.Parimente l’occhio dell’adultero osserva la sera, Dicendo: L’occhio di alcuno non mi scorgerà; E si nasconde la faccia.Di notte sconficcano le case, Che si aveano segnate di giorno; Non conoscono la luce,Perciocchè la mattina è ad essi tutti ombra di morte; Se alcuno li riconosce, hanno spaventi dell’ombra della morte.
Fuggono leggermente, come in su le acque; La lor parte è maledetta nella terra, Non riguardano alla via delle vigne.La secchezza e il caldo involano le acque della neve; Così il sepolcro invola quelli che hanno peccato.La matrice li dimentica, I vermini son loro dolci, Non son più ricordati; Anzi i perversi son rotti come un legno.E benchè tormentino la sterile che non partorisce, E non facciano alcun bene alla vedova;E traggano giù i possenti con la lor forza; E, quando si levano, altri non si assicuri della vita;Pur nondimeno Iddio dà loro a che potersi sicuramente appoggiare, E gli occhi suoi sono sopra le lor vie.Per un poco di tempo sono innalzati, poi non son più; Sono abbattuti, e trapassano come tutti gli altri, E son ricisi come la sommità d’una spiga.Se ora egli non è così, chi mi dimentirà, E metterà al niente il mio ragionamento?
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