Job 16:8–17:9
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E mi hai fatto diventar tutto grinzo, Il che è un testimonio del mio male; La mia magrezza si leva contro a me, e mi testifica contra in faccia.L’ira sua mi ha lacerato, ed egli procede contro a me da avversario; Egli digrigna i denti contro a me; Il mio nemico appunta i suoi occhi in me.Hanno aperta la bocca contro a me, Mi hanno battuto in su le guance per vituperio, Si sono adunati insieme contro a me.Iddio mi ha messo in poter del perverso, E mi ha fatto cader nelle mani degli empi.Io era in istato tranquillo, ed egli mi ha rotto; E presomi per lo collo, mi ha tritato, E mi ha rizzato per suo bersaglio.I suoi arcieri mi hanno intorniato; Egli mi trafigge le reni, e non mi risparmia punto; Egli mi ha sparso in terra il mio fiele.Egli mi rompe di rottura sopra rottura, Egli mi corre addosso come un possente uomo.Io ho cucito un sacco sopra la mia pelle, Ed ho lordato il mio splendore nella polvere.La mia faccia è sucida di piangere, E l’ombra della morte è in su le mie palpebre;
Quantunque non vi sia violenza nelle mie mani, E la mia orazione sia pura.O terra, non nascondere il sangue sparso da me; E se così è, il mio grido non abbia luogo.Eziandio ora, ecco, il mio testimonio è ne’ cieli; Il mio testimonio è ne’ luoghi sovrani.O miei oratori, o amici miei, L’occhio mio si volge lagrimando a Dio.Oh! potesse pur l’uomo piatire con Dio, Come un uomo col suo compagno!Perciocchè i miei brevi anni se ne vanno forniti; Ed io me ne vo per un sentiero, onde non tornerò più.
Il mio spirito si dissolve, I miei giorni sono spenti, I sepolcri mi aspettano.Non ho io appresso di me degli schernitori? E l’occhio mio non dev’egli sopportare le loro provocazioni?Deh! metti pegno, dammi sicurtà per piatir teco; Chi sarà colui che mi toccherà nella mano?Perciocchè, quant’è a costoro, tu hai nascosto il senno al cuor loro, E però tu non li innalzerai.Di chi parla fra gli amici per lusinga Anche gli occhi de’ figliuoli saranno consumati.Egli mi ha posto per servir di proverbio a’ popoli, Ed io sono pubblicamente menato attorno in sul tamburo.E l’occhio mio è tutto raggrinzato di sdegno, E tutte le mie membra son simili ad un’ombra.Gli uomini diritti stupiranno di questo, E l’innocente se ne commoverà per cagion dell’ipocrita.Ma pure il giusto si atterrà alla sua via, E colui ch’è puro di mani vie più si raffermerà.
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