Lamentazioni 3–5
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IO son l’uomo che ha veduta afflizione, Per la verga dell’indegnazion del Signore.Egli mi ha condotto, e fatto camminar nelle tenebre, E non nella luce.Certo, egli mi ritorna addosso, E rivolge la sua mano contro a me tuttodì.Egli ha fatta invecchiar la mia carne, e la mia pelle; Egli mi ha fiaccate le ossa.Egli ha fatti degli edificii contro a me, E mi ha intorniato di tosco e di affanno.Egli mi ha fatto dimorare in luoghi tenebrosi, A guisa di quelli che son morti già da lungo tempo.Egli mi ha assiepato d’ogn’intorno, sì che non posso uscire; Egli ha aggravati i miei ceppi.Eziandio quando grido e sclamo, Egli chiude il passo alla mia orazione,Egli ha chiuse le mie vie di pietre conce a scarpello, Ha rinvolti i miei sentieri.Egli mi è stato un orso all’agguato, Un leone ne’ suoi nascondimenti.Egli ha traviate le mie vie, Mi ha tagliato a pezzi, mi ha renduto desolato.Egli ha teso l’arco suo, E mi ha posto come un bersaglio incontro alle saette.Egli mi ha fitti nelle reni Gli strali del suo turcasso.Io sono in derisione a tutti i popoli, E son la lor canzone tuttodì.Egli mi ha saziato di amaritudini, Mi ha inebbriato di assenzio.Egli mi ha stritolati i denti con della ghiaia, Mi ha voltolato nella cenere.E tu hai allontanata l’anima mia dalla pace, Ed io ho dimenticato il bene.E ho detto: Il Signore ha fatta perire la mia forza, E la mia speranza.Ricordati della mia afflizione, E del mio esilio; del tosco e dell’assenzio.L’anima mia se ne ricorda del continuo, E se ne abbatte in me.
Questo mi torna alla mente, Perciò spererò ancora.Se non siamo stati del tutto consumati, È per le benignità del Signore; Perciocchè le sue misericordi non son venute meno;Si rinnovano ogni mattina; La tua lealtà è grande.Il Signore è la mia parte, ha detto l’anima mia; Perciò spererò in lui.Il Signore è buono a quelli che l’aspettano, All’anima che lo ricerca.Buona cosa è di aspettare in silenzio La salute del Signore.Buona cosa è all’uomo di portare il giogo Nella sua giovanezza.Sieda egli pur solitario, ed in silenzio, Se Dio gliel’ha imposto!Metta pur la sua bocca nella polvere! Forse, ci sarà ancora speranza;Porga pur la guancia a chi lo percuote; Si sazi pur di vituperio!Poichè il Signore non rigetta in perpetuo;Anzi, se affligge, ha altresì compassione, Secondo la moltitudine delle sue benignità.Perciocchè s’egli affligge, E addolora i figliuoli degli uomini, Non lo fa volentieri.Mentre altri trita sotto i suoi piedi Tutti i prigioni della terra;Mentre altri pervertisce la ragion dell’uomo, Nel cospetto dell’Altissimo;Mentre altri fa torto all’uomo nella sua lite; Il Signore nol vede egli?
Chi è colui che abbia detta qualche cosa, e quella sia avvenuta, Che il Signore non l’abbia comandata?Non procedono i mali ed i beni Dalla bocca dell’Altissimo?Perchè si rammarica l’uomo vivente? Perchè si rammarica l’uomo della pena del suo peccato?Esaminiamo le nostre vie, E ricerchiamole e convertiamoci al Signore.Alziamo i nostri cuori, e le palme delle mani, A Dio ne’ cieli, dicendo:
Noi abbiam misfatto, e siamo stati ribelli; E tu non hai perdonato.Tu ci hai coperti d’ira, e ci hai perseguitati; Tu hai ucciso e non hai risparmiato.Tu hai distesa una nuvola intorno a te, Acciocchè l’orazione non passasse.Tu ci hai fatti essere spazzature, Ed abbominio, per mezzo i popoli.Tutti i nostri nemici hanno aperta la bocca contro a noi.Noi siamo incorsi in ispavento, ed in fossa; In desolazione, ed in fiaccamento.L’occhio mio cola in rivi d’acque, Per lo fiaccamento della figliuola del mio popolo.L’occhio mio stilla, senza posa, E non ha alcuna requie;Finchè il Signore non riguarda, E non vede dal cielo.L’occhio mio affanna l’anima mia, Per tutte le figliuole della mia città.Quelli che senza cagione, mi son nemici, Mi han cacciato del continuo, come un uccelletto;Hanno troncata la vita mia, e l’hanno messa nella fossa; Ed hanno gettate delle pietre sopra me.Le acque mi hanno inondato fin sopra il capo; Io ho detto: Io son riciso.
Io ho invocato il tuo Nome, o Signore, Dalla fossa de’ luoghi bassissimi.Tu hai udita la mia voce; Non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, ed al mio grido.Tu ti sei accostato al giorno che io ti ho invocato; Tu hai detto: Non temere.O Signore, tu hai dibattute le querele dell’anima mia; Tu hai riscossa la vita mia.O Signore, tu vedi il torto che mi è fatto; Giudica la mia causa.Tu vedi tutte le lor vendette, Tutti i lor pensieri contro a me.Tu odi, Signore, i loro obbrobri, Tutte le lor macchinazioni contro a me;Le parole di quelli che mi si levano incontro, Ed i ragionamenti che tengono contro a me tuttodì.Riguarda, quando si seggono, e quando si levano; Io sono la lor canzone.O Signore, rendi loro la retribuzione, Secondo le opere delle lor mani.Da’ loro ingombramento di cuore, La tua maledizione.Perseguili in ira, E disperdili di sotto al cielo del Signore.
COME è oscurato l’oro, Ed ha mutato colore il buon oro fino, E sono le pietre del santuario state sparse In capo d’ogni strada!Come i nobili figliuoli di Sion, Pregiati al pari dell’ottimo oro, Sono stati reputati quali vaselli di terra, Lavoro di man di vasellaio!Vi sono anche de’ gran pesci marini che porgon le poppe, E lattano i lor figli; Ma la figliuola del mio popolo è divenuta crudele, Come gli struzzi nel deserto.La lingua del bambino di poppa Si è attaccata al suo palato, per la sete; I fanciulli hanno chiesto del pane, E non vi era alcuno che ne distribuisse loro.Quelli che mangiavano cibi delicati Son periti per le strade; Quelli ch’erano stati allevati sopra lo scarlatto Hanno abbracciato il letame.E la pena dell’iniquità della figliuola del mio popolo è stata maggiore Che la pena del peccato di Sodoma, Che fu sovvertita come in un momento, Senza che la mano d’alcuno si levasse contro di lei.I principi di essa erano più puri che neve, Più candidi che latte, Vermigli del corpo più che gemme, Puliti come zaffiri.Il loro sguardo è divenuto fosco più che la nerezza stessa; Non si son riconosciuti per le piazze; La lor pelle si è attaccata alle loro ossa; È seccata, è divenuta come legno.Più felici sono stati gli uccisi con la spada, Che quelli che son morti di fame; Perciocchè, essendo traffitti, il sangue loro è colato, E non hanno più avuto bisogno della rendita del campo.Donne pietose, colle proprie mani, Hanno cotti i loro figliuoli: Quelli sono loro stati per cibo, Nella ruina della figliuola del mio popolo.Il Signore ha adempiuta la sua ira, Ha sparso l’ardor del suo cruccio, Ed ha acceso un fuoco in Sion, Che ha consumati i fondamenti di essa.I re della terra, e tutti gli abitatori del mondo, Non avrebbero mai creduto Ch’entrasse nemico, nè avversario Dentro alle porte di Gerusalemme.
Quest’è avvenuto per i peccati de’ profeti di essa, Per l’iniquità de’ suoi sacerdoti, Che spandevano nel mezzo di essa Il sangue de’ giusti.I ciechi sono andati vagando per le strade, Si son contaminati di sangue, L’han toccato co’ lor vestimenti, Senza poterlo schivare.Ei si gridava loro: Traetevi addietro; ciò è immondo; Traetevi addietro, nol toccate; E pur se ne volavano via, e andavano errando. Ei si è detto fra le genti: Essi non potran più dimorare nel lor paese.La faccia del Signore li ha dispersi; Egli non continuerà più a riguardarli; Non hanno avuto alcun rispetto a’ sacerdoti, Nè pietà de’ vecchi.Mentre siamo durati, i nostri occhi si son consumati Dietro al nostro soccorso, che non è stato altro che vanità; Noi abbiam riguardato nella nostra vedetta Ad una gente che non potea salvare.Ci hanno cacciati, seguendo i nostri passi, Sì che non siam potuti andar per le nostre campagne; Il nostro fine si è avvicinato, i nostri dì son compiuti; Perciocchè il nostro fine è venuto.Quelli che ci hanno perseguiti Sono stati più leggieri che le aquile del cielo; Ci son corsi dietro in su i monti, Ci han posti agguati nel deserto.Il respiro delle nostre nari, L’Unto del Signore, di cui noi dicevamo: Noi viveremo alla sua ombra fra le genti, È stato preso nelle lor trappole.
Gioisci pure, e rallegrati, figliuola di Edom; Tu che abiti nel paese di Us, Sopra te ancora passerà la coppa; Tu ne sarai inebbriata, e ti scoprirai.La pena della tua iniquità è finita, figliuola di Sion; Egli non ti farà più menare in cattività; Egli farà punizione della tua iniquità, figliuola di Edom; Egli scoprirà i tuoi peccati.
RICORDATI, Signore, di quello che ci è avvenuto; Riguarda, e vedi li nostro vituperio.La nostra eredità è stata trasportata agli stranieri, E le nostre case a’ forestieri.Noi siam divenuti orfani, senza padre; E le nostre madri come donne vedove.Noi abbiam bevuta la nostra acqua per danari, Le nostre legne ci sono state vendute a prezzo.Noi abbiam sofferta persecuzione sopra il nostro collo; Noi ci siamo affannati, e non abbiamo avuto alcun riposo.Noi abbiam porta la mano agli Egizi, Ed agli Assiri, per saziarci di pane.I nostri padri hanno peccato, e non sono più; Noi abbiam portate le loro iniquità.De’ servi ci hanno signoreggiati; Non vi è stato alcuno che ci abbia riscossi di man loro.Noi abbiamo addotta la nostra vittuaglia A rischio della nostra vita, per la spada del deserto.La nostra pelle è divenuta bruna come un forno, Per l’arsure della fame.Le donne sono state sforzate in Sion, E le vergini nelle città di Giuda.I principi sono stati impiccati per man di coloro; Non si è avuta riverenza alle facce de’ vecchi.I giovani hanno portata la macinatura, E i fanciulli son caduti per le legne.I vecchi hanno abbandonato le porte, E i giovani i loro suoni.La gioia del nostro cuore è cessata, I nostri balli sono stati cangiati in duolo.La corona del nostro capo è caduta; Guai ora a noi! perciocchè abbiam peccato.
Per questo il cuor nostro è languido; Per queste cose gli occhi nostri sono scurati.Egli è perchè il monte di Sion è deserto, Sì che le volpi vi passeggiano.Tu, Signore, dimori in eterno; Il tuo trono è stabile per ogni età.Perchè ci dimenticheresti in perpetuo? Perchè ci abbandoneresti per lungo tempo?O Signore, convertici a te, e noi sarem convertiti: Rinnova…
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