Logos Bible Study

Salmi 16–17

Giovanni Diodati BibbiaOther versions

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«Orazione di Davide» GUARDAMI, o Dio; perciocchè io mi confido in te.Io ho detto all’Eterno: Tu sei il mio Signore; Io non ho bene all’infuori di te.Tutta la mia affezione è inverso i santi che sono in terra, E inverso gli uomini onorati.I tormenti di coloro che corrono dietro ad altri dii, saran moltiplicati; Io non farò le loro offerte da spandere, che son di sangue; E non mi recherò nelle labbra i nomi loro.Il Signore è la porzione della mia parte, e il mio calice; Tu, Signore, mantieni quello che mi è scaduto in sorte.La sorte mi è scaduta in luoghi dilettevoli; Una bella eredità mi è pur toccata.Io benedirò il Signore, il qual mi consiglia; Eziandio le notti le mie reni mi ammaestrano.

Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei; Perciocchè egli è alla mia destra, io non sarò giammai smosso.Perciò il mio cuore si rallegra, e la mia lingua festeggia; Anzi pur la mia carne abiterà in sicurtà.Perciocchè tu non lascerai l’anima mia nel sepolcro, E non permetterai che il tuo Santo senta la corruzione della fossa.Tu mi mostrerai il sentier della vita; Sazietà d’ogni gioia è col tuo volto; Ogni diletto è nella tua destra in sempiterno.

«Mictam di Davide» O SIGNORE, ascolta la giustizia, attendi al mio grido, Porgi l’orecchio alla mia orazione, che io ti fo senza labbra di frode.Proceda il mio giudicio dalla tua presenza; Gli occhi tuoi veggano le diritture.Tu hai provato il mio cuore, tu l’hai visitato di notte; Tu mi hai messo al cimento, e non hai trovato nulla; La mia bocca non trapassa il mio pensiero.Nelle opere degli uomini, per la parola della tue labbra, Io mi son guardato dalle vie de’ violenti.Sostieni i miei passi ne’ tuoi sentieri, Acciocchè i miei piedi non vacillino.Io t’invoco, o Dio, perciocchè tu mi esaudisci; Inchina a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole.Dimostra maravigliose le tue benignità, O tu, che, con la tua destra, salvi quelli che si confidano in te, Da quelli che si levano contro a loro.

Guardami come la pupilla dell’occhio, Nascondimi sotto l’ombra delle tue ale,D’innanzi agli empi che mi disertano; E d’innanzi a’ miei mortali nemici che mi circondano.Son tutti massicci di grasso, Parlano altieramente colla lor bocca.Ora c’intorniano, seguitandoci alla traccia; Mirano con gli occhi, per atterrarci;Somigliano un leone che brama di lacerare; E un leoncello che dimora in nascondimenti.Levati, o Signore, va’ loro incontro per affrontarli; abbattili; Riscuoti l’anima mia dall’empio colla tua spada;O Signore, riscuotila colla tua mano dagli uomini, dagli uomini del mondo, La cui parte è in questa vita, E il cui ventre tu empi delle tue conserve; Onde i lor figliuoli son saziati, E lasciano il lor rimanente a’ lor piccoli fanciulli.Quant’è a me, per giustizia vedrò la tua faccia; Io sarò saziato della tua sembianza, quando io mi risveglierò.

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