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Job 4:12–5:7

Giovanni Diodati BibbiaOther versions

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Or mi è stata di nascosto significata una parola, E l’orecchio mio ne ha ritenuto un poco.Fra le immaginazioni delle visioni notturne, Quando il più profondo sonno cade sopra gli uomini,Mi è venuto uno spavento ed un tremito, Che ha spaventate tutte quante le mie ossa.Ed uno spirito è passato davanti a me, Che mi ha fatto arricciare i peli della mia carne;Egli si è fermato, ed io non ho riconosciuto il suo aspetto; Una sembianza è stata davanti agli occhi miei, Ed io ho udita una voce sommessa che diceva:L’uomo sarebbe egli giustificato da Dio? L’uomo sarebbe egli giudicato puro dal suo fattore?Ecco, egli non si fida ne’ suoi servitori, E scorge della temerità ne’ suoi Angeli.Quanto più in coloro che abitano in case di fango, Il cui fondamento è nella polvere, E che son ridotti in polvere, esposti a’ vermi?Dalla mattina alla sera sono stritolati, E periscono in perpetuo, senza che alcuno vi ponga mente.L’eccellenza ch’era in loro non si diparte ella? Muoiono, ma non con sapienza.

Grida pure, vi sarà egli alcuno che ti risponda? Ed a cui d’infra i santi ti rivolgerai tu?Conciossiachè il cruccio uccida il pazzo, E lo sdegno faccia morir lo stolto.Io ho veduto il pazzo che si radicava; Ma incontanente ho maledetto il suo abitacolo.I suoi figliuoli son lungi dalla salvezza, E sono oppressati nella porta, senza che alcuno li riscuota.L’affamato divora la ricolta di esso, E la rapisce di mezzo le spine; E i ladroni trangugiano le sue facoltà.

Perciocchè la sventura non ispunta dalla polvere, E il dolore non germoglia dalla terra;Benchè l’uomo nasca per soffrire, Come le faville delle brace per volare in alto.

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