Logos Bible Study

Matthew 13–19

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ORA in quel giorno stesso, Gesù, uscito di casa, si pose a sedere presso del mare.E molte turbe si raunarono appresso di lui, talchè egli, entrato in una navicella, si pose a sedere; e tutta la moltitudine stava in piè in su la riva.Ed egli ragionava loro molte cose, in parabole, dicendo: Ecco, un seminatore uscì fuori a seminare.E mentre egli seminava, una parte della semenza cadde lungo la strada, e gli uccelli vennero, e la mangiarono tutta.Ed un’altra cadde in luoghi pietrosi, ove non avea molta terra, e subito nacque, perciocchè non avea profondo terreno;ma, essendo levato il sole, fu riarsa; e, perciocchè non avea radice, si seccò.Ed un’altra cadde sopra le spine, e le spine crebbero, e l’affogarono.Ed un’altra cadde in buona terra, e portò frutto, qual granel cento, qual sessanta, qual trenta.Chi ha orecchie da udire, oda.Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: Perchè parli loro in parabole?Ed egli, rispondendo, disse loro: Perciocchè a voi è dato di conoscere i misteri del regno de’ cieli, ma a loro non è dato.Perciocchè, a chiunque ha, sarà dato, ed egli soprabbonderà; ma, a chiunque non ha, eziandio quel ch’egli ha gli sarà tolto.Perciò, parlo io loro in parabole, perchè veggendo non veggono, udendo non odono, e non intendono.E si adempie in loro la profezia d’Isaia, che dice: Bene udirete, ma non intenderete; ben riguarderete, ma non vedrete.Perciocchè il cuore di questo popolo è ingrassato, e odono gravemente con gli orecchi, e chiudono gli occhi; acciocchè non veggano con gli occhi, e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore, e non si convertano, ed io non li sani.Ma, beati gli occhi vostri, perchè veggono; e le vostre orecchie, perchè odono.Perciocchè, io vi dico in verità, che molti profeti e giusti hanno desiderato di veder le cose che voi vedete e non le hanno vedute; e di udir le cose che voi udite, e non le hanno udite.Voi dunque intendete la parabola del seminatore.Quando alcuno ode la parola del regno, e non l’intende, il maligno viene, e rapisce ciò ch’era stato seminato nel cuor di esso. Un tale è la semenza seminata lungo la strada.E colui che è seminato in luoghi pietrosi è colui che ode la parola, e subito con allegrezza la riceve;ma non ha radice in sè, anzi è di corta durata: ed avvenendo tribolazione, o persecuzione, per la parola, incontanente è scandalezzato.E colui che è seminato fra le spine è colui che ode la parola; ma la sollecitudine di questo secolo e l’inganno delle ricchezze, affogano la parola; ed essa diviene infruttuosa.Ma colui che è seminato nella buona terra è colui che ode la parola, e l’intende; il quale ancora frutta, e fa qual cento, qual sessanta, qual trenta.

EGLI propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che seminò buona semenza nel suo campo.Ma, mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico, e seminò delle zizzanie per mezzo il grano, e se ne andò.E quando l’erba fu nata, ed ebbe fatto frutto, allora apparvero eziandio le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a lui, e gli dissero: Signore, non hai tu seminata buona semenza nel tuo campo? onde avvien dunque che vi son delle zizzanie?Ed egli disse loro: Un uomo nemico ha ciò fatto. E i servitori gli dissero: Vuoi dunque che andiamo, e le cogliamo?Ma egli disse: No; che talora, cogliendo le zizzanie, non diradichiate insieme con esse il grano.Lasciate crescere amendue insieme, infino alla mietitura; e nel tempo della mietitura, io dirò a’ mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci, per bruciarle; ma accogliete il grano nel mio granaio.EGLI propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senape, il quale un uomo prende, e lo semina nel suo campo.Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto è la maggiore di tutte l’erbe, e divien albero, talchè gli uccelli del cielo vengono, e si riparano ne’ suoi rami.Egli disse loro un’altra parabola: Il regno de’ cieli è simile al lievito, il quale una donna prende, e lo ripone dentro tre staia di farina, finchè tutta sia levitata.Tutte queste cose ragionò Gesù in parabole alle turbe; e non parlava loro senza parabola;acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta: Io aprirò la mia bocca in parabole; io sgorgherò cose occulte fin dalla fondazione del mondo.ALLORA Gesù, licenziate le turbe, se ne ritornò a casa, e i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: Dichiaraci la parabola delle zizzanie del campo.Ed egli, rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza è il Figliuol dell’uomo.E il campo è il mondo, e la buona semenza sono i figliuoli del regno, e le zizzanie sono i figliuoli del maligno.E il nemico che le ha seminate è il diavolo, e la mietitura è la fin del mondo, e i mietitori son gli angeli.Siccome adunque si colgono le zizzanie, e si bruciano col fuoco, così ancora avverrà nella fin del mondo.Il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali, e gli operatori d’iniquità;e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.Allora i giusti risplenderanno come il sole, nel regno del Padre loro. Chi ha orecchie da udire, oda.

DI nuovo, il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, il quale un uomo, avendolo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va, e vende tutto ciò ch’egli ha, e compera quel campo.Di nuovo, il regno de’ cieli è simile ad un uomo mercatante, il qual va cercando di belle perle.E trovata una perla di gran prezzo, va, e vende tutto ciò ch’egli ha, e la compera.Di nuovo, il regno de’ cieli è simile ad una rete gettata in mare, la qual raccoglie d’ogni maniera di cose.E quando è piena, i pescatori la traggono fuori in sul lito; e postisi a sedere, raccolgono le cose buone ne’ lor vasi, e gettan via ciò che non val nulla.Così avverrà nella fin del mondo: gli angeli usciranno, e metteranno da parte i malvagi d’infra i giusti;e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.Gesù disse loro: Avete voi intese tutte queste cose? Essi gli dissero: Sì, Signore.Ed egli disse loro: Perciò ogni Scriba, ammaestrato per lo regno de’ cieli, è simile ad un padrone di casa, il qual trae fuori dal suo tesoro cose vecchie, e nuove.

ORA, quando Gesù ebbe finite queste parabole si dipartì di là.Ed essendo venuto nella sua patria, li insegnava nella lor sinagoga, talchè essi stupivano, e dicevano: Onde viene a costui cotesta sapienza, e coteste potenti operazioni?Non è costui il figliuolo del falegname? sua madre non si chiama ella Maria? e i suoi fratelli Giacomo, e Iose, e Simone, e Giuda?E non son le sue sorelle tutte appresso di noi? onde vengono dunque a costui tutte queste cose?Ed erano scandalizzati di lui. E Gesù disse loro: Niun profeta è sprezzato, se non nella sua patria, e in casa sua.Ed egli non fece quivi molte potenti operazioni, per la loro incredulità.

IN quel tempo, Erode il tetrarca udì la fama di Gesù. E disse ai suoi servitori:Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato da’ morti; e però le potenze operano in lui.Perciocchè Erode avea preso Giovanni, e l’avea messo ne’ legami, e l’avea incarcerato, a motivo di Erodiada, moglie di Filippo, suo fratello.Perciocchè Giovanni gli diceva: Ei non ti è lecito di ritenere costei.E volendolo far morire, pure temette il popolo; perciocchè essi lo teneano per profeta.Ora, celebrandosi il giorno della natività di Erode, la figliuola di Erodiada avea ballato ivi in mezzo, ed era piaciuta ad Erode.Onde egli le promise, con giuramento, di darle tutto ciò ch’ella chiederebbe.Ed ella, indotta prima da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista.E il re se ne attristò; ma pure, per li giuramenti, e per rispetto di coloro ch’erano con lui a tavola, comandò che le fosse data.E mandò a far decapitar Giovanni Battista in prigione.E la sua testa fu portata in un piatto, e data alla fanciulla; ed ella la portò a sua madre.E i discepoli d’esso vennero, e tolsero il corpo, e lo seppellirono; poi vennero, e rapportarono il fatto a Gesù.

E GESÙ, udito ciò, si ritrasse di là sopra una navicella, in un luogo deserto, in disparte. E la turbe uditolo, lo seguitarono a piè, dalle città.E Gesù, essendo smontato dalla navicella, vide una gran moltitudine, e fu mosso a compassione inverso loro, e sanò gl’infermi d’infra loro.E, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: Questo luogo è deserto, e l’ora è già passata; licenzia le turbe, acciocchè vadano per le castella, e si comperino da mangiare.Ma Gesù disse loro: Non han bisogno di andarsene; date lor voi da mangiare.Ed essi gli dissero: Noi non abbiam qui se non cinque pani, e due pesci.Ed egli disse: Recatemeli qua.E comandò che le turbe si coricassero sopra l’erba; poi prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, fece la benedizione; e, rotti i pani, li diede a’ discepoli, e i discepoli alle turbe.E tutti mangiarono, e furon saziati; poi i discepoli levarono l’avanzo de’ pezzi, e ve ne furono dodici corbelli pieni.Or coloro che aveano mangiato erano intorno a cinquemila uomini, oltre alle donne ed i fanciulli.

INCONTANENTE appresso, Gesù costrinse i suoi discepoli a montare in su la navicella, ed a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli licenziava le turbe.Ed egli, dopo aver licenziate le turbe, salì in sul monte in disparte, per orare. E, fattosi sera, era quivi tutto solo.E la navicella era già in mezzo del mare, travagliata dalle onde; perciocchè il vento era contrario.E nella quarta vigilia della notte, Gesù se ne andò a loro, camminando sopra il mare.E i discepoli, vedendolo camminar sopra il mare, si turbarono, dicendo: Egli è un fantasma. E di paura gridarono.Ma subito Gesù parlò loro, dicendo: Rassicuratevi; sono io, non temiate.E Pietro, rispondendogli, disse: Signore, se sei tu, comanda che io venga a te sopra le acque.Ed egli disse: Vieni. E Pietro, smontato dalla navicella, camminava sopra le acque, per…

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