Logos Bible Study

Salmi 140–141

Giovanni Diodati BibbiaOther versions

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«Salmo di Davide dato al capo dei Musici.» RISCUOTIMI, o Signore, dall’uomo malvagio; Guardami dall’uomo violento;I quali macchinano de’ mali nel cuore, E tuttodì muovono guerre.Aguzzano la lor lingua come il serpente; Veleno d’aspido è sotto alle lor labbra. Sela.Preservami, o Signore, dalle mani dell’empio; Guardami dall’uomo violento; Che hanno macchinato di far cadere i miei piedi.I superbi mi hanno nascosto un laccio, e delle funi; Mi hanno tesa una rete sul sentiero; Mi hanno poste delle trappole. Sela.Io ho detto al Signore: Tu sei il mio Dio; O Signore, porgi l’orecchio al grido delle mie supplicazioni.O Signore Iddio, che sei la forza della mia salute, Tu hai coperto il mio capo nel giorno dell’armi;

O Signore, non concedere agli empi ciò che desiderano; Non dar compimento a’ lor disegni, onde s’innalzino. Sela.Fa’ che la perversità delle labbra Di coloro che m’intorniano copra loro la testa.Caggiano loro addosso carboni accesi; Trabocchili Iddio nel fuoco. In fosse profonde, onde non possano risorgere.Non sia l’uomo maldicente stabilito in terra; Il male cacci l’uomo violento in precipizii.Io so che il Signore farà ragione all’afflitto, E diritto a’ poveri.Certo, i giusti celebreranno il tuo Nome; Gli uomini diritti abiteranno appresso alla tua faccia.

«Salmo di Davide.» O SIGNORE, io t’invoco; affrettati a rispondermi; Porgi l’orecchio alla mia voce, mentre io grido a te.La mia orazione sia addirizzata al tuo cospetto, come l’incenso; E il mio alzar delle mani come l’offerta della sera.O Signore, poni guardia alla mia bocca; Guarda l’uscio delle mie labbra.Non lasciar che il mio cuore s’inchini a cosa alcuna malvagia, Per darmi a commettere opere empie, Con gli uomini operatori d’iniquità; E fa’ che io non mangi delle lor delizie.

Pestimi pure il giusto, ciò mi sarà benignità; E riprendami, ciò mi sarà olio eccellente, Il qual non mi fiaccherà il capo; Anzi più ch’egli lo farà, più pregherò per loro nelle loro avversità.I rettori di costoro furono abbandonati dentro alla roccia, E pure udirono le mie parole ch’erano piacevoli.Le nostre ossa sono sparse su la bocca del sepolcro, Come quando altri spezza, e schianta legne per terra.Perciocchè, o Signore Iddio, gli occhi miei sono intenti a te, Ed io spero in te; non privar di riparo l’anima mia.Guardami dal laccio che mi è stato teso, Dalle trappole degli operatori d’iniquità.Caggiano gli empi nelle lor reti tutti quanti, Mentre io passerò oltre.

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