Job 41:11–25
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Chi mi ha prevenuto in darmi cosa alcuna? ed io gliela renderò; Quello che è sotto tutti i cieli è mio.Io non tacerò le membra di quello, Nè ciò ch’è delle sue forze, nè la grazia della sua disposizione.Chi scoprirà il disopra della sua coverta? Chi verrà a lui con le sue doppie redini?Chi aprirà gli usci del suo muso? Lo spavento è d’intorno a’ suoi denti.I suoi forti scudi sono una cosa superba; Son serrati strettamente come con un suggello.L’uno si attiene all’altro, Talchè il vento non può entrar per entro.Sono attaccati gli uni agli altri, ed accoppiati insieme, E non possono spiccarsi l’uno dall’altro.I suoi starnuti fanno sfavillar della luce, E i suoi occhi son simili alle palpebre dell’alba.Della sua gola escono fiaccole, Scintille di fuoco ne sprizzano.Delle sue nari esce un fumo, Come d’una pignatta bollente, o d’una caldaia.L’alito suo accende i carboni, E fiamma esce della sua bocca.La possa alberga nel suo collo, E la doglia tresca davanti a lui.Le polpe della sua carne son compresse; Egli ha la carne addosso soda, e non tremola punto.Il cuor suo è sodo come una pietra, E massiccio come un pezzo della macina disotto.I più forti e valenti hanno paura di lui, quando egli si alza; E si purgano de’ lor peccati, per lo gran fracasso.
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